Medio Evo da scoprire… il castello di Cirella Vetere

Città Medievale

Il Castello di Cirella Vetere. Planimetria con indicazione delle principali fasi edilizie.

I ruderi che emergono dalla collina posta a sud dell’abitato di Cirella costituiscono la testimonianza di ciò che oggi conosciamo ed è visibile del borgo di Cirella Vetere.
Situato a quota 172 m s.l.m., in posizione sicura e facilmente difendibile, la fiorente cittadina si sviluppò a cavallo tra XI e XVI secolo.
La posizione topografica del sito risponde pienamente alle esigenze di difesa prima e di controllo della costa e della viabilità poi, esistenti ancor prima dell’arrivo dei Normanni. Il sito di Cirella, così come la maggior parte degli insediamenti posti lungo la fascia tirrenica calabrese che sorgono su rilievi, presenta una continuità di vita che va dall’età bizantina fino alla fase di decastellamento databile ai primi del XIX secolo, quando tutte le fortezze dell’alto Tirreno, da Scalea ad Amantea, sono distrutte o costrette all’abbandono dalle truppe francesi.

Dell’abitato medievale di Cirella è possibile distinguere le aree principali costituite dai vari quartieri, dalle chiese, e dalla parte sommitale dominata dai resti del castello, costituito da un grande nucleo fortificato, indipendente dal resto del borgo e protetto da due cinte murarie. Le ricerche archeologiche condotte in quest’area hanno permesso di riconoscere le funzioni e le caratteristiche architettoniche originarie delle diverse strutture che costituiscono il complesso tra cui, ad esempio, torri, chiese e ambienti residenziali. Nell’area del castello sono state individuate, per il periodo medievale, quattro fasi principali, ben distinguibili tra loro, che rappresentano lo sviluppo e l’evoluzione del borgo di Cirella Vetere nel corso dei secoli e nei diversi periodi di dominazione. I corpi di fabbrica analizzati (CF), possono esssere distinti in due gruppi differenti, pertinenti ad altrettante parti del castello. Il primo gruppo (CF 1, 2, 3, 4 e 11, 36) è costituito da una serie di strutture che appartengono alla seconda cortina, e che, in parte, proteggevano il castello formando una sorta di percorso obbligato fino all’ingresso situato nel lato est del CF5, analiticamente descritto nella postazione dedicata / percorso di risalita.

CF4

CF4 –  prospetto est, lettura stratigrafica, principali USM.

CF4

CF4 –  Vista lato interno e prospetto est modello 3D.

Dal CF 3 si dirama la cortina esterna, considerata come un unico corpo di fabbrica (CF11). Struttura articolata in un andamento planimetrico non lineare, che segue di massima la planimetria della cortina interna del castello (distinta in CF11/I-II-III). Dal sentiero per l’accesso al castello e al borgo, si arriva alla prima barriera costituita, a sinistra dal CF 36, a destra dal CF 4, che verosimilmente era collegato con il CF 1. Il CF 36 è ciò che rimane della cortina esterna sul lato sud, un muro che, parallelamente al CF4, costituiva il primo sbarramento arrivando al castello dal sentiero attuale.
La cortina esterna del castello, segue l’andamento planimetrico della parte più alta. Questo tratto di muro può essere suddiviso in tre parti:

CF11

CF11 –  Tratto finale (lato nord) della cortina esterna. Modello 3D e lettura stratigrafica con le principali USM.

CF11

CF11 –  Tratto finale (lato nord) della cortina esterna.

CF11

Rilievo del muro CF11/II.

Il primo tratto, CF11/I, è costituito da un muro poggiato sul banco roccioso naturale, con leggera base a scarpa, lungo circa 7 m, conservato per un’altezza massima di poco più di 2 m. Non presenta aperture, il che potrebbe indicare che in buona parte è appoggiato contro il pendio. La muratura (Fig. 5) è costituita da pietre, legate da malta, di pezzatura medio piccola, poste in opera in maniera irregolare, con l’ausilio di numerose inzeppature, costituite da scaglie dello stesso materiale. Si notano corsi di orizzontamento segnati da file di zeppe posti ad altezza (non sempre regolare) di circa 70 cm.

Il secondo tratto CF 11/II, è quello parallelo alla torre di cortina CF 6. Sporge di circa 2 m dal resto della cortina esterna, è lungo poco più di 9 m, e si conserva per un’altezza massima di circa m 3,50.
La muratura (Fig. 5) presenta le medesime caratteristiche del muro precedente, al quale si lega. Sono visibili le due angolate, sugli spigoli nord e sud, costituite da bozze di dimensioni medie o piccolo, poste in opera in maniera alternate, che di fatto non si distinguono dal resto della muratura. Nella parte sommitale si nota la presenza di feritoie e forse, merlature comuni su questo tipo di spalti difensivi. Una feritoia (nonchè i resti della merlatura) si trova sul lato corto nord, e conferma la funzione di questa struttura come sporgenza per facilitare il tiro difensivo delle cortine.

L’ultimo tratto della cortina esterna, CF 11/III, è quello più lungo, che si sviluppa parallelamente al muro di cortina sommitale CF8. Si conserva per una lunghezza di oltre 14 m, terminando con una leggera curva, quasi a seguire l’andamento della torre d’angolo. In questo punto però il muro è crollato e si perde il rapporto con la sua prosecuzione (la cortina esterna è comunque presente anche sul lato nord, vedi CF 20 sulla pianta generale). Anche in questo caso il muro è collegabile agli altri, oltre che per i rapporti stratigrafici, anche per i materiali e la tecnica costruttiva (Fig. 5).
Allo stato attuale è possibile riconoscere nel muro una feritoia e una piccola finestrella ad arco tamponata, situate al di sotto dell’attuale piano di campagna.

I rilievi, la lettura stratigrafica delle apparecchiature murarie e la periodizzazione dei corpi di fabbrica sono a cura dell’archeologo Dott. Eugenio Donato

CF11/I
CF11/II
CF11/III

Tipi murari campionati lungo la cortina CF11.

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