Il Sito Paleolitico dello Scoglio di San Giovanni di Cirella

Pianta della Grotta di San Giovanni

Pianta della Grotta dello Scoglio di San Giovanni (D. Topa).

Sezione di Scavo

Sezione dello Scavo (D. Topa).

Nel 1932, durante lavori di sbancamento di una cava, sullo scoglio di San Giovanni, fu scoperto un importante sito paleolitico consistente in un sistema di cavità. Dal punto di visto morfologico l’area era caratterizzata da un rilievo roccioso posto a quota 25 m ca. s.l.m. e distante 300 m ca. dalla linea di costa.

L’area fu indagata da Domenico Topa in due campagne di scavo tra il 1932 e il 1933, mentre una revisione della documentazione di scavo e delle industrie litiche è stata recentemente condotta da M.T. Cuda e A. Palma di Cesnola.

Sulla base del lavoro di revisione e dei dati pubblicati dal Topa, i due studiosi hanno tentato una ricostruzione della sequenza stratigrafica del deposito archeologico indagato in due settori contigui (Area Est e Area Sud e Sud-Est), proponendo una sequenza stratigrafica costituita da sei unità sedimentologiche principali, ed una sequenza crono-culturale attraverso la quale è stato confermato che le industrie litiche provenienti dai due depositi antropici sono riferibili tutte al ceppo musteriano e tipologicamente caratterizzate dalla prevalenza di raschiatoi laterali. Nello specifico, i due studiosi ipotizzano una scansione della sequenza crono-culturale del sito in tre macrofasi:

La Fase A rappresentata dalle industrie litiche (20 manufatti ritoccati in tutto) provenienti dal deposito antropico più antico. Per questa industria non è possibile determinare con certezza se essa sia riferibile ad una fase antica del locale ciclo musteriano (inizio del Pleistocene finale) o al premusteriano (Pleistocene medio recente).

La Fase B costituita da industrie litiche (31 manufatti ritoccati) provenienti dalla porzione inferiore del deposito antropico più recente (strati 5,4 e parte dello strato 3 del livello 5 della sequenza stratigrafica.

Infine la Fase C rappresentata dalle industrie (24 ritoccati) degli orizzonti superiori (strati 3 e 2 del livello 5 del deposito antropico più recente).

Le ultime due fasi sono rappresentate da industrie litiche confrontabili con quelle dei livelli intermedi della sequenza del Riparo del Molare di Scario, in area cilentana, e in parte con le industrie di Torre Talao a Scalea. In base a questa ricostruzione, la fase attestata nel sito dello scoglio di San Giovanni precederebbe di diversi millenni la presenza neanderthaliana attestata nella Grotta di Torre Nave a Tortora.

1. Cranio di Uro (Bos Primigenius).

2. Nel retro del cranio il restauro ha rilevato la punta di selce di una freccia che, trapassando l’osso, ha causato la morte dell’animale.

Cranio di Uro

I SENTIERI NATURA

Sentieri Natura

Lungo il percorso che porta alla Città Medievale sono collocati pannelli illustrativi che, con immagini e brevi testi, descrivono le caratteristiche di piante, fiori e frutti che si trovano nell’ambiente circostante.

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