Cirella ed il suo Contesto Geografico e Storico-Archeologico

Il tirreno cosentino si affacciava su un frequentatissimo percorso per le navi che facevano la spola tra la Campania e la Sicilia (Fig. 1). La costa è importuosa a causa dell’orografia particolarmente accentuata in prossimità della linea di riva: la Catena Costiera ed il Massiccio del Pollino sono, infatti, immediatamente a ridosso della costa ad eccezione di esigui lembi paracollinari più dolci o limitatissime aree pianeggianti (Fig. 2).

Cirella

Figura. 1    Cirella si affaccia naturalmente sul percorso marittimo commerciale tra la Campania e la Sicilia.

Cirella

Figura. 2   Dall’immagine si vede bene come Cirella rappresenti un cuneo che si inoltra nel mare. Questa sua caratteristica la conforma positivamente verso disparate possibilità di attracco. Immediatamente alla spalle incombe la catena montuosa.

Il contesto archeologico del comprensorio territoriale di Cirella e delle sue immediate adiacenze sono testimoni di insediamenti rurali e contesti funerari riferibili ad un arco cronologico che va dalla protostoria al medioevo.
Basse colline, ricchezza d’acqua e viabilità di collegamento tra la costa e l’entroterra facilitano la presenza insediativa. Tutto lo specchio di mare antistante inoltre è testimone di rinvenimenti fortuiti di anfore, ceppi d’ancora e relitti, indizi di frequentazione marittima.
Le imbarcazioni che frequentavano la costa dovevano essere di piccole dimensioni adatte al piccolo cabotaggio, al trasbordo in mare delle merci da natanti di maggior stazza ed alla pesca munite sia di remi che di vela. Il piccolo cabotaggio rappresentava, infatti, la soluzione ideale per il comprensorio tirrenico cosentino caratterizzato da una viabilità terrestre molto difficoltosa a causa del fronte montuoso incombente direttamente sulla costa.
E’ ovvio che, in alcuni casi, determinati siti non presentavano zone protette per l’approdo, ma soltanto spiagge relativamente ridossate o protette da bassi fondali o da scogli dove è verosimile che le navi stazionassero in rada limitatamente al tempo necessario per le operazioni di imbarco/sbarco merci, per passare la notte e per fare rifornimento (indispensabile era l’acquata, il rifornimento di acqua dolce).
In queste condizioni i naviganti potevano cercare riparo presso isolette o barriere di scogli vicine alla costa, preferibilmente in rapporto alla foce di un fiume. La costa era utilizzata come punto di approdo ed eventualmente come via di penetrazione verso l’interno, sfruttando le sponde digradanti e la vivace corrente di marea. Quest’ultima grazie alla marea uscente, o riflusso, favorisce la partenza delle navi e mantiene la profondità dei fondali per l’effetto effossorio; invece tramite la marea entrante, o flusso, favorisce l’approdo verso l’interno.
Tutte queste caratteristiche di buon approdo sono presenti in tutto il comprensorio territoriale di Cirella e relative adiacenze. La punta di Cirella è essa stessa un prolungamento naturale verso il mare aperto con direzione sud-ovest, ovvero è una barriera naturale frangiflutti a protezione dei venti dominanti da N-NW (Ponente-Maestro). Inoltre immediatamente a nord della punta è presente un piccolo corso d’acqua, navigabile in tempi antichi, ed una striscia di sabbia dove, durante la bella stagione, la chiglia delle imbarcazioni poteva posarsi senza danno lungo una pista di alaggio. Invece a sud-est della punta è presente l’omonimo isolotto che rappresentava lungo il fianco sud-orientale una seppur precaria area di ancoraggio. Anche se difficile appare l’ancoraggio lungo la costa bisogna pensare che l’attività marinara era svolta principalmente nel periodo estivo, da fine maggio a metà settembre, caratterizzata da leggera brezza, mare calmo e giornate lunghe e assolate al fine di salvaguardare l’attività commerciale da tempeste e marosi.
Vista nella sua totalità, la punta del promontorio di Cirella rappresenta una discreta area di ancoraggio utilizzata per lo più durante la bella stagione. E’ possibile ipotizzare che, soprattutto lungo la spiaggia a nord del promontorio, sia da localizzare il principale punto di approdo con la vicina foce del torrrente Vaccuta senza dimenticare però l’omonima isola poco più a sud. Questi elementi uniti alla viabilità fluviale e terrestre, che metteva in collegamento l’area di Cirella con l’immediato entroterra (piana del Lao, costa tirrenica) e la Sibaritide (attraverso le vie istmiche che sfruttavano i corsi fluviali del Lao e del Vaccuta), rendevano il nostro sito uno snodo molto importante tra la viabilità marittima e quella terrestre.

Comprensorio Cirella

Figura. 3  –  In rosso la principale viabilità marittima tra la Campania e la Sicilia; in giallo la principale viabilità terrestre N-S e la via istmica verso l’interno; in verde il punto di contatto delle diverse tipologie di viabilità rappresentato dal comprensorio di Cirella.

Non bisogna sottovalutare infatti come il mare rappresenti possibili e infiniti percorsi, crocevia di rotte la cui complessità ed importanza non è inferiore a quella della rete stradale. I porti, gli attracchi secondari o i semplici ancoraggi momentanei devono molto del loro peso alla vicinanza di importanti snodi stradali in quanto rappresentanti di una “tappa” intermedia del viaggio: una volta scesi dalle imbarcazioni uomini e merci riprendono il cammino via terra per raggiungere la meta stabilita. Per queste ragioni è molto importante la scelta dei siti destinati ad ospitare gli scali marittimi, oltre ai caratteri orografici della costa si doveva tener conto anche della relativa vicinanza alle possibili direttrici viarie verso l’interno. Ed in questo caso il nostro sito godeva di una posizione ottimale (Fig. 3).

Tabula Peutingeriana

Figura. 4  –  Tabula Peutingeriana. In primo piano la rappresentazione della Calabria attraversata dalla viabilità terrestre raffigurata da una regolare linea rossa con, cerchiato in rosso, Cirella (Cerelis).

La fascia costiera tirrenica era infatti attraversata in età romana da un asse costiero raffigurato nella Tabula Peutingeriana (Fig. 4). Nella zona di Cirella il tracciato viario non è stato individuato ma si può ipotizzare che il percorso doveva seguire l’andamento della vecchia linea ferroviaria a nord-ovest del promontorio e della odierna SS 18 lungo la sella tra la punta e le rovine medioevali di Cirella.

Il sito di Cirella costituiva, quindi, un importante raccordo per differenti percorsi stradali: rappresentava, infatti, il punto di unione tra le rotte marittime di piccolo e medio cabotaggio con la principale strada litoranea e le vie istmiche che sfruttavano i corsi fluviali del Lao e Vaccuta. Scambio di merci provenienti dallo Ionio o dalle aree tirreniche e prodotti dell’entroterra presentavano ognuno un proprio percorso, marittimo o terrestre, di cui Cirella probabilmente rappresentava il punto di unione.

I SENTIERI NATURA

Sentieri Natura

Lungo il percorso che porta alla Città Medievale sono collocati pannelli illustrativi che, con immagini e brevi testi, descrivono le caratteristiche di piante, fiori e frutti che si trovano nell’ambiente circostante.

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