Cirella Antica – Fonti Storiche

La Piana del Lao

La Piana del lao (da La Torre).

L’antico centro lucano, e successivamente romano, di Cerelis è situato nel territorio del moderno abitato di Cirella, frazione del comune di Diamante. Dal punto di vista morfologico l’abitato è definito da un promontorio roccioso sul quale sorge il moderno villaggio, proteso sul mare, a chiudere a Sud l’ampia falcatura della fertile piana del Lao, in posizione analoga e contrapposta al promontorio di Scalea. Il promontorio costituisce l’estrema propaggine del Monte Carpinoso (m 988 s.l.m.) che digrada, per terrazzi successivi, verso la linea di costa fino a formare due piccole insenature che si sviluppano una verso Sud, in vista dell’isolotto antistante la foce del torrente Salice, e l’altra verso Nord, poco distante dal torrente Vaccuta. Lungo le sue pendici occidentali si distingue il ripido colle di Cirella Vetere (m 172 s.l.m.), caratterizzato dalle rovine del centro medievale abbandonato nel 1808 in seguito al cannoneggiamento effettuato dagli Inglesi contro la guarnigione francese, e mai più rioccupato.

A Sud di Cirella Vetere, ben delimitati dal Canale Tredoliche, sono i terrazzi, paralleli e sovrapposti, della Petrosa e di Riviere che sovrastano la fascia costiera sabbiosa. Qualche centinaio di metri a Sud-Ovest del promontorio si trova il piccolo isolotto di Cirella (m 41 s.l.m.) che ne costituisce quasi il prolungamento. Il promontorio assume una rilevante importanza geografica poiché costituisce l’elemento separatore tra il comprensorio del Lao ed il tratto di costa che giunge rettilineo fino a Diamante. In una prospettiva marittima, inoltre, risulta ancora più significativo, venendo a costituire, insieme con l’omonimo isolotto dirimpettaio, il punto di riferimento naturale più facilmente riconoscibile tra il Capo Palinuro ed il Golfo di Lamezia; è pertanto implicita la sua importanza nelle rotte di cabotaggio che hanno interessato il Tirreno meridionale fin dall’epoca precoloniale. Di conseguenza, è probabile che esso abbia potuto svolgere la funzione di scalo almeno fin dall’epoca arcaica, sebbene, non vi siano precise testimonianze puntuali in proposito.

L’isolotto, come ricorda il Portolano del Mediterraneo, offriva solo la possibilità di ormeggio e di approdo al ricovero vero e proprio che doveva trovarsi sulla spiaggia, nei pressi del promontorio. Sulla base della conformazione del comprensorio si può, altresì, ipotizzare che un eventuale approdo si trovasse alla foce del Torrente Vaccuta, subito sotto la collina di Cirella Vetere; il torrente, oggi ridotto ad un rigagnolo, proveniente dalla gola che separa i monti di Grisolia da Maierà, doveva avere in passato una portata superiore e poteva fornire ricovero a piccole imbarcazioni. Un indizio significativo, a tal proposito, è fornito dal geografo arabo Idrisi che ricorda come, a nove miglia a Sud del Lao, vi fosse un fiume, anonimo e vicino a Cirella, navigabile nel suo tratto conclusivo da imbarcazioni di piccola stazza: l’indicazione delle miglia e la vicinanza con Cirella autorizzano ad identificarlo con il Vaccuta e ad ipotizzare una situazione analoga anche per l’epoca antica.

Ortofoto del territorio di Cirella

Ortofoto del territorio di Cirella.

Tra Quattrocento e Cinquecento i documenti di archivio riferiscono che il promontorio passò nel possesso delle potenti casate dei Sanseverino e dei Loria e, successivamente, divenne proprietà di varie famiglie. E’ a questo periodo che risale la realizzazione della torre posta sull’isola voluta da Carlo V per esigenze di carattere militare e difensivo: il 7 agosto del 1567 si registra infatti un’incursione da parte dei Turchi e nel 1640 un vero e proprio assedio ad opera dei Berberi.
A seguito della crisi della famiglia Sanseverino Cirella passò ai Catalano-Gonzaga, ai quali sei deve la realizzazione nel 1770 del palazzotto della marina di Cirella, sfruttando preesistenze di età romana. Durante la Repubblica Partenopea tale edificio venne trasformato in fortino e, assieme alla torre sull’isola di Cirella e al torrione realizzato rifunzionalizzando il mausoleo romano, il sistema venne a costituire un importante capisaldo per le milizie francesi. Tra 1806 e 1810 navi avversarie inglesi distrussero la torre sull’isola e bombardarono Cirella che venne abbandonata. Conseguentemente i Catalano-Gonzaga decisero di disfarsi dei beni feudali e vendettero le proprietà, per cui i pochi abitanti scelsero di aggregarsi a Maierà. Nel 1876 Cirella, ormai non più autonoma, venne definitivamente associata al comune di Diamante.

Cirella
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I SENTIERI NATURA

Sentieri Natura

Lungo il percorso che porta alla Città Medievale sono collocati pannelli illustrativi che, con immagini e brevi testi, descrivono le caratteristiche di piante, fiori e frutti che si trovano nell’ambiente circostante.

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